C'è una rabbia che vaga dallo stomaco alla gola, sale e scende a ondate e porta con sé un terrificante e insopportabile calore.
Io vi vedo e vi sento. Vedo i vostri occhi andare in fiamme quando non facciamo ciò che volete mentre urlate che non fareste mai del male a nessuno. Vedo le vostre nocche arrossire quando stringete i pugni mentre ci dite di stare tranquille, che va tutto bene. Sento le vostre offese scaraventate addosso come proiettili mentre ci dite che state scherzando. Sento le vostre parole scivolare come la lingua di un serpente mutando forma a ciò che diciamo mentre mettete like ai post sulla violenza di genere.
Vi vedo. Vi ho davanti agli occhi.
Vi sento. Ho le orecchie aperte.
La struttura di questa società malata ci sta disintegrando: ciò che sembra giusto è sbagliato.
Ciò che sembra amore è morte.
Non pensate di non far parte di tutto ciò.
Vi invito a guardarci allo specchio e a chiederci cosa stiamo facendo.
Quante volte ho preferito la resistenza alla ribellione davanti a comportamenti o atteggiamenti violenti nei miei confronti o nei confronti di altre donne. Quante volte sono stata zitta quando avrei dovuto urlare. Quante volte non sono stata abbastanza consapevole per validare la mia stessa paura.
Quante volte hai invalidato i sentimenti o i pensieri di una donna solo perché questi toccavano il tuo ego ferito. Quante volte ti sei rivolto ad una donna con termini offensivi giustificandoli come scherzo. Quante volte hai pensato che il tuo compito fosse quello di proteggerla e per questo possederla. Quante volte l'hai usata come oggetto per riempire vuoti che non possono essere riempiti.
Non è una battaglia tra uomini e donne.
È una battaglia tra esseri umani e paura.







